L'INDIPENDENZA DEI QUOTIDIANI BORGHESI E' UNA CHIMERA
Da qualche tempo sul web dimora una nuova testata giornalistica: La nuova Padania; si tratta di un sito di informazione legato a quella parte della ex Lega Nord che non ha aderito alla svolta nazionalista voluta da Matteo Salvini.
L’edizione di lunedì diciassette agosto del su detto quotidiano – diretto da Stefania Piazzo con la quale collabora gente del calibro di Giancarlo Pagliarini, ex senatore della Lega Nord, ministro del primo governo Berlusconi e successivamente della Destra di Francesco Storace – riporta il commento ad un post di Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista, su una nota rete sociale.

E’ impossibile non concordare con quanto scrive l’ex europarlamentare torinese: in Italia, così come del resto accade in tutto l’occidente schiacciato dalla Nato, le notizie riguardanti taluni Paesi sono invariabilmente parziali, e spesso false.
L’autore dello stringato articolo, tale Riccardo Rocchesso, sembra lamentare il fatto che il politico in questione «prende di mira alcune testate giornalistiche, i professionisti dell’informazione, rei secondo lui di aver omesso molte informazioni su quello che sta succedendo realmente in Bielorussia, dando voce solo ad una parte della “medaglia”».
Ammettiamo di essere un tantino di parte, a Rizzo ci lega una fraterna amicizia che dura da oltre vent’anni, ma sfidiamo chiunque a sostenere la veridicità delle informazioni che vengono veicolate da sedicenti “professionisti dell’informazione” che sono tanto imparziali quanto noi, se non peggio.
Solo che tra noi e costoro passa una differenza sostanziale mica da poco: chiunque si avvicina alla nostra pagina, che ha in primis l’ambizione di raccontare verità scomode, non deve faticare a comprendere quali siano le nostre posizioni – basta guardare la testata – mentre i quotidiani borghesi così detti “indipendenti” non lo sono affatto.
Ogni giornale ha il suo padrone, palese o occulto che sia; persino chi si spaccia per cooperativa indipendente deve rendere conto a qualcuno: il manifesto, ad esempio, pur essendo formalmente una voce libera, deve tenere conto dei finanziamenti che arrivano da soggetti che in passato hanno sottoscritto le quote azionarie, e che per continuare a sorreggere quella voce pretendono che essa si schieri in una certa maniera.
Bosio (Al), 28 agosto 2020
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com